Mercato

CNA Gommisti: le vendite online una delle principali cause dell’invasione dei PFU

Continuano le difficoltà per i gommisti a causa dei ritardi nel ritiro dei pneumatici fuori uso prodotti quotidianamente, con diverse testate giornalistiche nazionali che hanno iniziato a riportare il problema tramite articoli e servizi televisivi.

La gestione dei pneumatici a fine vita, pur essendo normata (Dm182/2019), non riesce a garantire i ritiri nei tempi necessari agli operatori del settore a causa delle quantità immesse sul mercato italiano senza il versamento del relativo contributo per la loro gestione.

Giuseppe Calì, Presidente nazionale CNA Gommisti, che ha già affrontato la questione in una intervista a settembre scorso, ha rincarato la dose affermando: “Dalle indagini condotte dalla CNA per individuare i canali attraverso i quali vengono immessi sul mercato pneumatici senza il versamento del contributo, è emerso che una delle fonti principali sono le vendite online da parte di soggetti organizzati per evadere il fisco italiano.

Prendendo ad esempio una recente maxi-evasione scoperta dalla Guardia di Finanza, dove su un imponibile di 180 milioni di euro risultavano circa 40 milioni di euro di IVA evasa, la ripercussione sul sistema dei ritiri ha comportato circa 25.000 tonnellate di pneumatici senza contributo versato. Considerando che le stime indicano un’eccedenza annuale di circa 40.000 tonnellate, si comprende l’impatto significativo dell’evasione dell’IVA.

Riteniamo, quindi, che se da un lato l’imminente applicazione del registro nazionale degli importatori/produttori contribuirà a fare chiarezza su chi e quanto vende in Italia, dall’altro è necessaria un’attività di controllo seria e costante da parte degli organismi competenti (Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane) per contrastare il mancato versamento del contributo.”

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