Union Pneus in liquidazione volontaria

19 ottobre 2016 | 5 Commenti
 
Union Pneus in liquidazione volontaria
Union Pneus in liquidazione volontaria

“Siamo vittime di un raggiro che ha gli aspetti di una vera e propria truffa”, dichiara con amarezza Antonio Andreucci, confermando che Union Pneus chiude. L’azienda di Modena della famiglia Chiossi, che a inizio 2015 si è affidata ad Andreucci nominandolo presidente del Consiglio d’Amministrazione, è in liquidazione volontaria.

“Dopo quasi 30 anni di attività, un’azienda storica della massima serietà è costretta a chiudere per colpa di quello che sembrava un ottimo cliente, per oltre due anni regolare nei pagamenti, e con cui, all’interno dell’azienda, era nato un forte rapporto di amicizia. Si tratta di un’azienda italiana, che svolge prevalentemente attività di esportazione, e che ci ha lasciato un buco di circa un milione di euro”, continua Andreucci. “Ha tutti i risvolti di una truffa, che ha azzerato le riserve di un’azienda seria e stimata, che ha sempre pensato a lavorare e a capitalizzare”.

Andreucci ci tiene però a sottolineare che UnionPneus è in liquidazione volontaria, che non ci sono libri in tribunale, nè richieste di concordato giudiziale.  “I soci, nella loro integrità, hanno deciso di liquidare finchè si era ancora in tempo per farlo. Un comportamento ammirevole, che fa loro molto onore, ma che è assolutamente stra-ordinario in questo Paese, dove abbiamo assistito a dei fantastici concordati al 15%”.

Lo sfogo di Andreucci contro quello che definisce il colpevole della chiusura di Union Pneus, si allarga anche ad un fornitore che, “con classe e tempismo ha invitato la propria forza vendita ad approfittare senza indugi della situazione”.  “E oltre il danno la beffa: in questo sistema Paese, ormai inutile, – aggiunge Andreucci – devi spendere migliaia di euro per procedure legali, già sapendo che i malfattori passeggiano liberamente e mangiano ostriche e champagne”.

Andreucci, che è adesso il responsabile della liquidazione dell’azienda, spiega che a magazzino ci sono solo 20-30.000 gomme, perchè già a metà settembre, quando la situazione diventava sempre più critica, la famiglia Chiossi aveva informato i fornitori delle difficoltà. “E’ una vicenda che ci lascia l’amaro in bocca, ma vogliamo ribadire con chiarezza che la proprietà ha deciso di liquidare in maniera autonoma, senza l’imposizione di nessuno. E questa è un ulteriore conferma della serietà della famiglia Chiossi”.

Si assottiglia dunque ulteriormente – per chiusure o acquisizioni – il numero dei distributori italiani, che davvero rappresentano da alcuni anni l’anello debole della catena dei pneumatici. Schiacciati tra le Case produttrici e i rivenditori, i grossisti e i distributori sono quelli che rischiano di più e che devono stare sempre estremamente attenti ad investire in clienti che generano volumi, ma pagano anche con regolarità, in modo da salvaguardare la solidità finanziaria della propria azienda. Se poi si incappa in una truffa, correre ai ripari diventa davvero difficile, se non impossibile.

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Categoria: Mercato, Notizie

Commenti (5)

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  1. Basili Gomme s.n.c. scrive:

    Il segreto, oggigiorno, è dare sempre poche forniture ed avere uno scadenziario di pagamenti formulato in maniera tale da poter vedere se il cliente ti paga prima di fornirgli altra merce. Bisogna stabilire un tetto di rischio in maniera tale che, raggiunto tale limite, le forniture debbano essere “congelate” fino a quanto non viene effettuato il pagamento; Quanto meno delle precedenti forniture! Molti oggi fanno i finti “buoni pagatori” per 1-2 anni per conquistare la fiducia del fornitore, in modo tale che poi possano TRUFFARE (la parola corretta è questa) al momento giusto “ARRAFFANDO” il più possibile! Se questo fosse un paese serio la merce fornita verrebbe sequestrata e riconsegnata al legittimo proprietario, ovvero il fornitore, perché un bene si dovrebbe considerare CEDUTO effettivamente solo dopo che è stato PAGATO! Io ai miei clienti pongo un limite di spesa, oltre il quale, o mi pagano o taglio le forniture finché non ottengo il pagamento delle forniture precedenti! Ho visto che, nonostante uno sbrontolio iniziale, il metodo funziona! Del resto hanno bisogno anche loro di lavorare e le condizioni di vendita le detto io…non certo loro! Altrimenti possono andare tranquillamente a truffare qualcun altro! Io voglio clienti effettivamente buoni! Dei truffatori non so cosa farmene!

  2. Giuseppe Luttino scrive:

    Certo che finché certi errori li fanno altri siamo tutti bravi poi quando succedono a noi siamo tutti truffati o peggio ancora la colpa è dello Stato !!!!!

  3. Giovanni scrive:

    Avreste dovuto dirlo prima al sig Andreucci il vostro mirabolante segreto .

  4. Franklin scrive:

    I distributori sono l’anello debole??!! I diffusori e grossisti sono stati e sono tuttora la rovina del settore. Anni fa iniziarono a fare vendita “porta a porta” andando da chiunque, benzinai, garagisti, carrozzieri, centricommerciali che svaccarono il Pneumatico, tanto per loro era tutto un di più……. Oggi i diffusori vendono online, massacrando i loro stessi clienti gommisti che hanno ridotto la marginalità. Oggi si trovano a fare consegne 1/4 pneumatici per volta, nessun cliente gli fa più le scorte. È un gioco al ribasso da loro stessi creato.

  5. Ascanio scrive:

    Sicuramente una gestione un po’ più accurata non avrebbe portato ad un risultato del genere…
    In ogni caso gli “amici” quando ci sono soldi in ballo (ed evidentemente in questo caso anche tanti) non esistono!

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