Le attese forzate sono lo stress peggiore per i camionisti, mentre la tecnologia li aiuta a lavorare meglio

1 settembre 2016 | 0 Commenti
 
Le attese forzate sono lo stress peggiore per i camionisti, mentre la tecnologia li aiuta a lavorare meglio
Le attese forzate sono lo stress peggiore per i camionisti, mentre la tecnologia li aiuta a lavorare meglio

Wtransnet, la piattaforma per il networking del settore dei trasporti, ha svolto una ricerca in Italia e Spagna per analizzare il rapporto degli autotrasportatori con le nuove tecnologie e le situazioni stressanti che si verificano nel lavoro quotidiano, con lo scopo di conoscere meglio il mercato e le abitudini dei clienti.

Qual è la principale fonte di stress per i camionisti? Contrariamente a quanto potrebbero pensare i non addetti ai lavori, non è legata alla guida: dalla ricerca, infatti, risultano al primo posto tra i momenti peggiori nella giornata di un autotrasportatore le situazioni di attesa forzata, come quando si “perde tempo” nel carico/scarico merce, oppure quando si deve attendere in un parcheggio l’apertura della sede o si è in coda al centro di smistamento.
Al secondo posto troviamo la guida imprudente da parte degli automobilisti, che spesso non tengono conto delle possibilità di manovra (e ripresa) di un camion.
Al terzo posto sul podio delle situazioni stressanti c’è – e questo è facilmente comprensibile – l’obbligo di compilazione, per ogni trasporto, di tutte le scartoffie burocratiche.

Ma per cosa viene utilizzata la tecnologia a bordo di un mezzo di trasporto? Ben il 61% degli autotrasportatori si connette a internet dal proprio camion e il 70% dei camionisti intervistati dichiara di utilizzare la borsa carichi per ricercare offerte merci e non viaggiare con il camion vuoto, quindi per lavoro.
Attualmente la tecnologia più presente sui camion italiani è, come immaginabile, rappresentata dall’immancabile “Navigatore GPS” – utilizzato dal 82% dei rispondenti – a pari merito con il tachigrafo digitale, che ha praticamente sostituito quello analogico.
Secondo Wtransnet, la tecnologia può aiutare i camionisti a ridurre il livello di stress generato da queste situazioni: anche il 97% dichiara che una maggiore tecnologia a bordo facilita il lavoro (molto o abbastanza), mentre solo una minoranza (38%) ritiene che l’utilizzo della tecnologia sia esso stesso fonte di stress.

“Abbiamo svolto questa ricerca per comprendere più a fondo il nostro mercato e i nostri clienti, per mantenere con loro un filo diretto” ha dichiarato Nicolò Calabrese, sales manager di Wtransnet Italia, che aggiunge “Da 20 anni Wtransnet dispone di soluzioni utili al mondo dei trasporti, che rispondono alle richieste del mercato: tra le ultime proposte dell’azienda troviamo Doc&Data, un tool per la gestione della documentazione con un semplice click, e che elimina così per i camionisti lo stress di compilazione puntuale, o l’app per la gestione e interrogazione della borsa carichi da remoto, senza dimenticare il prezioso servizio di Business Assistant che supporta gli affiliati nella ricerca di camion e carichi per allargare la propria rete di contatti certificati. Tutti questi servizi, per chi ancora non volesse utilizzare le ultime tecnologie, sono consultabili anche telefonicamente” conclude Calabrese.

La tecnologia, secondo quanto indicato nel rapporto “internet trends” 2016, sarà il volano e il centro della prossima evoluzione del trasporto, un segmento che vedrà nei prossimi 10 anni un forte impulso: i “mezzi di trasporto connessi” rappresentano già una tendenza in progressiva espansione. Gli esempi di “connessione” possono essere disparati, dal tachigrafo smart agli oggetti connessi presenti in cabina che possono aiutare ad ingannare i momenti di attesa e a lavorare meglio e Wtransnet vuole essere pronta a cogliere le sfide future e sostenere il mercato del trasporto.

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Categoria: Mercato, Notizie

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