Goodyear immagina la gomma del futuro: sferica e intelligente

29 agosto 2016 | 0 Commenti
 
David Anckaert, direttore sviluppo prodotti di Goodyear Dunlop Tires Germany
David Anckaert, direttore sviluppo prodotti di Goodyear Dunlop Tires Germany

Nel 1962 Hanna-Barbera, immaginando come sarebbe stata la vita cent’anni dopo (2062), ha messo in onda il cartone animato dei pronipoti, dove i protagonisti, la famiglia Jetson, viaggiano su navicelle spaziali volanti, probabilmente a levitazione magnetica. Goodyear si pone un obiettivo più realistico, il 2035, e nella sua previsione le gomme – per fortuna – ci sono ancora. Naturalmente non sono le gomme che usiamo oggi, ma sfere di gomma che ruotano in tutte le direzioni e che sono connesse al veicolo proprio con la levitazione magnetica.

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La famiglia Jetson della fortunata serie di cartoni animati ‘I pronipoti’ di Hanna-Barbera immaginava il futuro nel 2062…senza ruote!

Il prototipo della gomma Eagle 360 di Goodyear è stato lanciato lo scorso marzo alla fiera di Ginevra ed è stato poi il protagonista dello stand di Essen a maggio.

“Tutto ha avuto inizio dal desiderio di comprendere come potrà essere il futuro della mobilità”, ha spiegato David Anckaert, direttore sviluppo prodotti di Goodyear Dunlop Tires Germany. “Abbiamo fatto un studio sul design e un’analisi del mercato automotive in generale, ragionando sui veicoli elettrici, ma anche su quelli ‘standard’ e cercando di comprendere come gli sviluppi del settore influiranno sui pneumatici e cosa ci possiamo aspettare nei prossimi 15-20 anni. L’obiettivo è prepararci oggi per essere pronti in futuro”.

Goodyear Eagle 360

Goodyear Eagle 360

Due dei trend principali rilevati da Goodyear sono l’aumento del bisogno di mobilità e la crescita progressiva della guida autonoma. Per rispondere a queste esigenze del prossimo futuro l’azienda è partita dalla geometria base: la sfera. “La sfera può ruotare in tutte le direzioni e consente di parcheggiare con facilità ovunque o di cambiare direzione con immediatezza”, continua Anckaert. “Ma come connetterla con il veicolo? Abbiamo pensato alla levitazione magnetica, la tecnologia che già oggi viene utilizzata per alcuni treni ad alta velocità”.

C’è poi la questione del battistrada. Se le gomme tradizionali sono direzionali, le gomme sferiche devono essere multidirezionali o a-direzionali. In soccorso a Goodyear, in questo caso, è venuto il mare, perché il disegno del battistrada riproduce la geometria di un corallo, con tasselli e scanalature multidirezionali che garantiscono un’ampia area di contatto in tutte le direzioni.

“Ma la vera novità potrebbe derivare dalla diffusione della tecnologia di stampa in 3 dimensioni”, aggiunge il manager. “In un ipotetico futuro potremmo infatti stampare in 3D il battistrada, personalizzandolo per ogni esigenza o località. Una flessibilità del genere sarebbe un’ulteriore garanzia di sicurezza e performance”.

Goodyear IntelliGrip

Goodyear IntelliGrip

Un’ultima innovazione, più realistica e vicina ai nostri tempi, è l’inserimento di microchip nella gomma, che possano percepire le superfici stradali e trasmettere le informazioni all’interno del veicolo. Il pneumatico concept Intelligrip, anch’esso lanciato a Ginevra e riproposto sul mercato tedesco di Reifen, rappresenta la prima generazione di gomme progettate con l’ultima tecnologia di sensori in grado di supportare i sistemi di controllo dei veicoli a guida autonoma. I mezzi del futuro ormai prossimo rispondono infatti ai dati provenienti da diverse fonti: altri veicoli, guidatori, pedoni e strade/città intelligenti. Tutte queste istruzioni provenienti dall’esterno e che determinano il comportamento del mezzo, non possono prescindere dal pneumatico. Ecco che Goodyear IntelliGrip, con la sua tecnologia di connettività, diventa un elemento cruciale nello scambio di dati.

“È fondamentale che la gomma possa comunicare, perché è l’unico elemento del veicolo a contatto con la strada e quindi determinante per le performance complessive del mezzo”, dice Anckaert. “E se oggi, con i TPMS, le gomme sono già in grado di sentire e trasmettere delle informazioni, nel futuro immaginiamo che potranno addirittura adattarsi alle condizioni atmosferiche o ad altri stimoli”.

“Ci sono dei team che stanno studiando come potrà essere la mobilità del futuro. Nel frattempo cominciamo a introdurre qualche elemento innovativo realizzabile tecnologicamente in un termine più breve. È importante tenere sempre a mente il futuro quando si progetta: si inizia analizzando i trend, per poi pensare con creatività a dei concept, che ci aiutano ad immaginare come sarà il domani e ad arrivare preparati ad affrontare le sfide che ci aspettano”, conclude Anckaert.

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