Ecopneus blocca la raccolta di PFU fino al 30 gennaio

27 gennaio 2016 | 3 Commenti
 
Ecopneus blocca la raccolta di PFU fino al 30 gennaio
Ecopneus blocca la raccolta di PFU fino al 30 gennaio

Dopo aver chiuso il 2015 con una quantità raccolta di PFU complessivamente superiore dell’8% al target di legge, il mese di gennaio si ripresenta con lo stesso problema, acuito dalla presenza di accumuli che i punti di generazione di PFU (gommisti, operatori del ricambio) avevano realizzato negli ultimi giorni di dicembre a causa dei vari rallentamenti nella raccolta. Alla data di oggi, 27 gennaio, i quantitativi raccolti da Ecopneus hanno già superato le 23.000 tonnellate, contro le 19.500 tonnellate corrispondenti al proprio target “di legge” su base mensile, ovvero quello derivante dall’obiettivo di recupero a fronte dell’immesso nel mercato del ricambio dai soci nell’anno precedente.

Ecopneus ha quindi deciso di bloccare la propria raccolta negli ultimi quattro giorni lavorativi – da oggi mercoledì 27 a sabato 30 gennaio, per evitare di superare eccessivamente la soglia di extra raccolta.  Per evitare, infatti, una fermata totale prolungata a fine anno dei ritiri di PFU dai punti di generazione, l’unica soluzione per il momento è quella di distribuire le fermate in corso d’anno, in base al superamento del target calcolato su base mensile.

“Il problema è stato affrontato anche nel 2015 in via emergenziale – dichiara Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus – grazie alla disponibilità nostra e di altri consorzi e a un intervento diretto del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Serve ora una soluzione strutturale, che può venire soltanto da una lotta serrata al fenomeno dei flussi illegali di vendita dei pneumatici, ovvero delle vendite in nero”.

L’extra quantità di PFU che va a gravare sui quantitativi complessivi da raccogliere e recuperare – senza che ad essa corrispondano le risorse economiche da dedicare al processo di raccolta e riciclo (in quanto pneumatici venduti senza scontrino o fattura, dunque senza eco-contributo) – deriva esclusivamente dai fenomeni di illegalità diffusa. Questo flusso va a gravare in modo straordinario sul sistema, sui consumatori e sugli imprenditori che operano in modo corretto e onesto.  “Ecopneus auspica che tutti i soggetti della lunga filiera e le Istituzioni preposte vogliano affrontare questo problema rapidamente, per trovare le soluzioni adeguate a risolverlo”, dichiara Corbetta.

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Categoria: Gommisti, Mercato, Notizie

Commenti (3)

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  1. GENNARO scrive:

    Ci vorrebbe finalmente un controllo serrato verso il fenomeno del nero, sempre che ci sia la volonta’di eliminarlo.
    inoltre mi piacerebbe sapere se nel target rientrano anche le tante tonnellate di pneumatici accumulate in discariche,perche’ questo mette in difficolta’ noi produttori onesti del pfu che altrimenti non sapremmo come smaltire.grazie

  2. Mario scrive:

    Non solo il nero, ma anche le vendite on-line non versano il PFU soprattutto le gomme che arrivano dall’estero (esempio Germania). Se non si fa qualcosa per l’evasione IVA e PFU delle vendite online, i venditori onesti saranno sempre di più in difficoltà!!

    • Enrico scrive:

      I siti seri (ad esempio gommadiretto o euroimportpneumatici) il PFU lo fanno pagare eccome.
      Poi, caro Mario, il PFU è un contributo europeo, non nazionale. Quindi, se io compro gomme in Germania (pagando regolarmente IVA e PFU) sono perfettamente in regola con la legge Italiana.

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