PFU: cosa fanno gli altri paesi europei?

15 settembre 2011 | 0 Commenti
 
PFU: cosa fanno gli altri paesi europei?
PFU: cosa fanno gli altri paesi europei?

Come noto, si parte da una direttiva europea, la n.31 del 1999, che coinvolge tutti gli stati membri dell’Unione, obbligati a trasporre nelle legislazioni nazionali un regolamento per la gestione organizzata delle gomme a fine vita. Non per tutti i paesi le regole sono però uguali; la direttiva consente infatti a ciascuno stato membro di attuare liberamente iniziative nazionali, purché consentano il raggiungimento degli obiettivi di recupero previsti in sede europea. La direttiva rimane quindi una linea guida che detta i target, ma non definisce i metodi.

“I produttori di pneumatici – afferma ETRMA (European Tyre and Rubber Manifactured Association) – si trovano ad affrontare una crescente pressione da parte dell’opinione pubblica sui depositi illegali. E’ quindi nell’interesse dell’industria stessa continuare ad essere proattiva e farsi carico della responsabilità collettiva per i pneumatici fuori uso”.

Attualmente in Europa esistono tre diversi tipi di gestione delle gomme a fine vita:

La responsabilità di produttori e importatori (la concezione scelta anche dal governo italiano)

La legge definisce l’assetto legale e conferisce ai produttori (fabbricanti e importatori) la responsabilità di organizzare la catena di gestione dei PFU. E’ possibile la costituzione di società, finanziate dai produttori e senza scopo di lucro, per gestire i PFU attraverso le soluzioni economicamente più efficienti. I produttori hanno l’obbligo di monitorare e rendicontare alle autorità nazionali.

Il sistema è stato adottato nei seguenti paesi: Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Svezia, Spagna, Turchia, Ungheria.

Il sistema a tassazione

Le Autorità del Paese sono responsabili per il recupero e il riciclo dei PFU. I produttori pagano una tassa allo Stato che è responsabile dell’organizzazione e remunera gli operatori nella catena del recupero. La tassa viene successivamente applicata al consumatore.

Il sistema è stato adottato nei seguenti paesi: Danimarca, Slovacchia e Slovenia.

Il sistema di libero mercato

La legge stabilisce le norme da rispettare e i responsabili per le singole attività ma non prevede il responsabile di filiera. In tal modo tutti gli operatori del sistema stipulano contratti tra di loro secondo le condizioni del libero mercato e agiscono in conformità con la locale legislazione sui rifiuti.

Il sistema è stato adottato nei seguenti paesi: Austria, Bulgaria, Croazia, Germania, Irlanda, Svizzera e Regno Unito

Fonte: ETRMA, report 2010

Per dovere di cronaca, specifichiamo che la mappa pubblicata è stata realizzata dall’Associazione Etrma e riporta pertanto l’indicazione delle strutture finanziate dalle aziende socie*. In Italia Ecopneus è infatti il consorzio costituito dai sei grandi produttori che fanno parte dell’associazione europea, ma il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato e sta autorizzando anche altre strutture ad offrire il servizio di gestione secondo i costi e le condizioni concordate con il Ministero stesso.

* Fanno parte di ETRMA i 12 grandi produttori di pneumatici, che rappresentano il 24% della produzione mondiale: Bridgestone Europe, Continental, Cooper Tires, Goodyear Dunlop Tires Europe, Marangoni, Michelin, Mitas, Nokian Tyres, Pirelli Tyre, Trelleborg Wheel Systems, Hankook e Vredestein.

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Categoria: Mercato

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