In dieci anni i pneumatici invernali sono passati dal 3,9% al 15,1%

11 gennaio 2011 | 0 Commenti
 
In dieci anni i pneumatici invernali sono passati dal 3,9% al 15,1%
In dieci anni i pneumatici invernali sono passati dal 3,9% al 15,1%

Non c’è dubbio che l’attenzione alla sicurezza stradale e la consapevolezza dell’importanza dei pneumatici invernali stia crescendo nella mentalità degli italiani molto rapidamente. Un risultato in parte dovuto all’intensa attività delle associazioni di categoria, Assogomma in prima linea, in parte anche alle modifiche introdotte nel 2010 dal codice stradale che, finalmente, segna il passaggio dalla vecchia terminologia “gomme da neve” alla corretta definizione “pneumatici invernali”, ufficializzando in qualche modo la necessità dell’equipaggiamento invernale per tutta la stagione fredda e non solo per le sporadiche nevicate. Negli ultimi mesi dell’anno appena terminato, complice anche il maltempo, tutte le case produttrici hanno registrato in Italia un boom di richieste di pneumatici invernali che ha spesso superato la capacità di magazzino.

Se nel 2000 i pneumatici invernali rappresentavano il 3,9% sul totale delle vendite di gomme di ricambio per autovettura, nel 2009 questa percentuale è salita, secondo le stime di Federpneus, al 15,1% e, con l’inverno 2010/2011 c’è da aspettarsi senz’altro un’ulteriore incremento della quota. Nello stesso periodo (2000-2009) sono cresciute anche le vendite di pneumatici di ricambio per 4×4, Suv e Van, che sono passate dal 2% al 7,5%. Le vendite di pneumatici di ricambio per autovettura estivi, invece, sono in calo, essendo passate dal 94,1% sul totale nel 2000 al 77,4% nel 2009.

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Categoria: Mercato, Notizie prodotti

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