Un po’ di Beautiful a Clermont-Ferrand – piccoli scandali e grandi tragedie della famiglia Michelin

19 ottobre 2010 | 0 Commenti
 
La dinastia Michelin è scossa in questi giorni da un presunto nuovo erede
La dinastia Michelin è scossa in questi giorni da un presunto nuovo erede

Se Jean-Philippe Rouchon, nato nel 1966, sia veramente il figlio illegittimo di Patrice Michelin, che morì nel 2006, è una questione che dovrà dirimere il tribunale il 9 novembre, data fissata il 12 ottobre dal Tribunal de Grande Instance de Paris per l’udienza. In questi giorni la stampa francese ne parla ampiamente, su internet è un brulicare di prove documentali presunte o reali e Rouchon stesso ha dimostrato di saper ben usare i media a proprio vantaggio. Da quanto si può vedere e sentire nei video, la faccenda non avrebbe molto a che fare con il denaro (anche se gioca naturalmente un ruolo importante l’eredità, visto che oggi la famiglia Michelin fa parte delle cinque o sei famiglie più ricche di Francia, con un capitale che va ben oltre le attività del Gruppo Michelin, il che spiega anche l’interesse del pubblico al di là del tema pneumatici), ma è piuttosto questione di giustizia e soddisfazione. Sicuramente Rouchon ha sofferto molto di dover vivere nascosto da qualche parte mentre gli stimati membri della grande famiglia Michelin si sedevano felici tutti gli anni sotto l’albero di Natale.

I fatti sono questi: il nipote del fondatore dell’azienda ebbe una relazione durata diversi anni con Annick Rouchon. Negli anni ’60 la Rouchon viveva non lontano dal quartier generale dell’azienda, in un appartamento di proprietà del nipote e dove vive tuttora. Venivano anche eseguiti – ed è legalmente documentato – dei versamenti regolari di denaro da parte di Patrice Michelin ad Annick Rouchon ed esistono numerose lettere che non dimostrano solamente quanto Patrice adorasse Annick, ma anche la fiducia cieca che doveva riporre in lei. Quando il nipote morì nel 2006 iniziarono le liti perché coloro che avevano ereditato l’appartamento volevano disporne e sfrattare Annick. Quando, alcuni anni fa, Jean-Philippe Rouchon cercò di mettersi in contatto con la famiglia di Patrice Michelin, egli venne, se possiamo fidarci della rivista online leport.fr, seccamente respinto. Pare che un parente stretto gli rispose che non volevano conoscere il bastardo (“bâtard”) di famiglia.

E cosa dice il Gruppo Michelin a proposito? Nulla! E perché dovrebbe dire qualcosa? Si tratta solo di uno con un nome famoso. Chi sa veramente quali sono i membri della famiglia, così riservata e forte ormai di alcune centinaia di teste, che detengono ancora il controllo del Gruppo che porta il nome di famiglia? L’unica cosa certa è che, grazie alla struttura legale del Gruppo stesso, la famiglia può ancora, oggi come in passato, controllare la società.

Patrice Michelin, uno dei nipoti del fondatore della società André Michelin, non rivestì mai ruoli attivi all’interno del Gruppo, ma visse invece in Svizzera gestendo una vigna ad Aubonne. Si sposò nel 1954 e uccise la moglie Nicole, con cui aveva avuto tre figli, in un incidente di caccia nel 1960. Il tribunale lo condannò ad un’ammenda di 2000 franchi. Successivamente ebbe con Annick Rouchon una relazione che i giornali francesi definiscono una “liasion selvaggia” e che continuò anche dopo che Patrice Michelin si sposò in seconde nozze nel 1965. Da questo matrimonio nacquero altri quattro figli e contemporaneamente l’8 dicembre 1966 nacque Jean-Philippe Rouchon. Nel 1968 Annick Rouchon pose termine alla “relazione selvaggia” per le numerose infedeltà di Patrice, nonostante le avesse ripetutamente promesso di sposarla.

Alcuni giornali francesi dichiarano che Patrice Michelin ad un certo punto confessò per iscritto alla sua amante a lungo termine che la morte della prima moglie non era stata un incidente di caccia. Patrice Michelin ha scritto molto di sé e alcune di queste confessioni riemergono ora in occasione del processo.

Staremo a vedere, ma che sia vero oppure no, già altri portatori del famoso nome sono stati coinvolti in simili scandali. Che questa vicenda debba adesso essere “riscaldata” dopo 40 anni per poterne stabilire le rivendicazioni legali, non è né per il Gruppo Michelin, fondato da André Michelin (1853-1931) e Edouard Michelin (1859-1940), né per la famiglia un vero problema. Una questione fastidiosa, forse, ma niente di più.

Certo è che questa famiglia non è stata risparmiata dai peggiori colpi del destino e dalle tragedie nel corso dei decenni:

1932 Etienne Michelin, figlio del fondatore Edouard Michelin, morì in un incidente aereo. Il figlio di Etienne, François – il leggendario e oggi 84enne patriarca della famiglia Michelin, se qualcuno può così chiamarsi – aveva allora solo sei anni.

1937 Pierre, un altro figlio di Edouard Michelin, perse la vita in un incidente automobilistico. I luoghi dove si svolsero gli incidenti mortali dei due fratelli distano tra loro solo 20 chilometri.

1945 Marcel Michelin, figlio del fondatore della società André, venne ucciso a Buchenwald in un campo di concentramento.

1943 Il figlio di Marcel, Jean-Pierre Michelin, morì in Corsica combattendo durante la resistenza. Viene ancora oggi celebrato come un eroe della Resistenza.

1949 Il nipote ventinovenne del fondatore André, Jean-Luc Michelin, si uccise in un incidente con la sua Bugatti. Con lui morirono anche le due figlie e la loro babysitter. Jean-Luc era sopravvissuto al campo di concentramento di Dachau; era stato accusato di avere rubato dei progetti da una casa automobilistica tedesca.

1949 Un altro terribile incidente: Daniel Michelin, fratello di Jean-Luc, investì e uccise il proprio figlio mentre parcheggiava l’auto.

1960 L’incidente di caccia menzionato prima: a causa di una gestione negligente del fucile da caccia, Patrice Michelin, figlio del fondatore dell’azienda André Michelin, uccise la prima moglie.

2006 La grande tragedia che coinvolse Edouard Michelin, figlio di François Michelin. Edouard, dopo un lungo periodo speso per acquisire l’esperienza necessaria, assunse alla fine del secolo scorso il comando del Gruppo Michelin e preparò la società in modo superbo per il futuro, quando, il 26 maggio 2006, in circostanze ancora poco chiare, annegò durante una battuta di pesca in Bretagna.

La vita del patriarca del Gruppo Michelin, François Michelin, trascorse tra molti alti e molti tragici bassi. Rimase orfano in giovane età e crebbe sotto la custodia della nonna Teresa e della zia Marthe Rollier. François Michelin assunse la guida dell’azienda nel 1955 e nel 1999 passò il comando al figlio Edouard. Per la maggior parte degli anni che intercorrono tra queste due date François Michelin lavorò con il cugino François Rollier in qualità di Co-Gérant. Questa struttura continuò anche dopo il ritiro di François Michelin: suo figlio Edouard era il Gérant e il cugino di circa vent’anni più vecchio Michel Rollier il Co-Gérant. Ora rimane all’ormai sessantaseienne Rollier il compito di preparare la prossima generazione ad entrare nella società. A questo proposito Rollier ha recentemente dichiarato che il suo contratto decorre fino al raggiungimento del settanduesimo anno di età. Non dà segni di fatica. Farà buon uso del tempo. Anche per la famiglia. klaus.haddenbrock@reifenpresse.de/lt

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Categoria: Mercato

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